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S. Angelo in Vado |
| S. Angelo in Vado e la sua storia |
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S. Angelo in Vado l’antica Tifernum Metaurense da Metauro in contrapposizione al Tifernum Tiberium (da Tevere) di Città di Castello. Un accostamento, fra le due cittadine, doveroso anche perché i due centri erano molto importanti nel periodo della Roma imperiale. Poi nel VI secolo Tiferno Metaurense venne distrutta completamente dai Goti. Da questo periodo e fino all’undicesimo secolo non si hanno più notizie certe del Tiferno Metaurense o di S. Angelo in Vado ance se si possa supporre che i pochi superstiti dell’invasione gotica riedificarono Tiferno con solide mura e, come allora usava, anche con solido castello. S. Angelo in Vado assieme a Mercatello sul Metauro e Lamoli nel periodo 1400/1500 aveva il compito di fornire soldati alla contea prima e ducato poi di Urbino. La stessa provincia della Massa Trabaria riuscì a schierare in Casteldurante (attuale Urbania) un esercito di ben 1500 uomini d’arme e tutti quanti originari della provincia massese. Nel 1942, a seguito de matrimonio di Gentile Brancaleoni con Federico da Montefeltro, anche S. Angelo in Vado passà sotto il dominio del ducato urbinate. A S. Angelo in Vado nacquero il capitano Matteo Grifoni, passato alla storia per aver espugnato la Rocca di S. Leo con Federico Montefeltro, e i fratelli Federico e Taddeo Zuccari pittori di gran fama.
(venerdì 19 giugno 2009)
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