Direttore responsabile Gabriele Santi
  S. Angelo in Vado
S. Angelo in Vado e la sua storia
Ingrandimento

S. Angelo in Vado l’antica Tifernum Metaurense da Metauro in contrapposizione al Tifernum Tiberium (da Tevere) di Città di Castello. Un accostamento, fra le due cittadine, doveroso anche perché i due centri erano molto importanti nel periodo della Roma imperiale. Poi nel VI secolo Tiferno Metaurense venne distrutta completamente dai Goti. Da questo periodo e fino all’undicesimo secolo non si hanno più notizie certe del Tiferno Metaurense o di S. Angelo in Vado ance se si possa supporre che i pochi superstiti dell’invasione gotica riedificarono Tiferno con solide mura e, come allora usava, anche con solido castello. S. Angelo in Vado assieme a Mercatello sul Metauro e Lamoli nel periodo 1400/1500 aveva il compito di fornire soldati alla contea prima e ducato poi di Urbino. La stessa provincia della Massa Trabaria riuscì a schierare in Casteldurante (attuale Urbania) un esercito di ben 1500 uomini d’arme e tutti quanti originari della provincia massese. Nel 1942, a seguito de matrimonio di Gentile Brancaleoni con Federico da Montefeltro, anche S. Angelo in Vado passà sotto il dominio del ducato urbinate. A S. Angelo in Vado nacquero il capitano Matteo Grifoni, passato alla storia per aver espugnato la Rocca di S. Leo con Federico Montefeltro, e i fratelli Federico e Taddeo Zuccari pittori di gran fama.

 

(venerdì 19 giugno 2009)

Versione stampabile Invia a un amico