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Eccellenze locali |
| Abbazia di S. Tommaso in Apsella di Montelabbate |
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Montelabbate – L’Abbazia benedettina di S. Tommaso in Foglia o in Apsella è tra le più antiche e rinomate abbazia delle Marche. La sua edificazione risale a prima dell’anno mille ed è tanto rinomata fino a dare il nome al comune di Montelabbate (da Abati del proprio convento). Grazie anche alla regola di Cluny, che sottraeva monasteri e abbazie al controllo vescovale e del potere civile, l’abbazia di S. Tommaso godeva importanti privilegi-benefici che la resero per secoli dominante di un vasto territorio. Nel periodo della sua massima espansione-estensione l’abbazia di S. Tommaso disponeva di un grandioso convento con tanto di chiostro interno, di fonte battesimale, del cimitero e altri edifici di servizio. Aveva anche una serie di canali che lo rendevano isolato e al sicuro da predatori che, una volta riempiti, ostacolavano nemici belligeranti. I benefici che codeva l’Abbazia di S. Tommaso cessarono con la fine della regola cluniacense perché nel 1437 l’abbazia fu ceduta al Capitolo della cattedrale di Pesaro ad opera del Papa Nicolò V. Il forte terremoto, poco dopo le ore 11 del giorno delle Pentecoste, del 1781 la distrusse quasi completamente. Negli anni settanta, dello scorso secolo, la chiesa fu restaurata. Ora si presenta con una modesta facciata a capanna tripartita. L’interno ha tre navate con copertura a capriate.
Questa abbazia si rese famosa anche perché, oltre ad aver alloggiato nel 1137 l’imperatore di Germania (Lotario III°), vi mori il Pontefice Clemente II°. La durata del pontificato di Clemente II° fu breve ma molto intensa. In poco più di nove mesi di pontificato Papa Clemente II° radunò il sinodo condannando la simonia, ebbe spesso i contatti con San Pier Damiani, il grande riformatore di allora, e proprio nell’Abbazia di S. Tommaso questo pontefice passò più tempo che in S. Pietro. Il 9 ottobre 1047, vi morì avvelenato. Tesi questa confermata nel 1942 quando analizzarono i suoi resti riscontrando nel suo corpo un alto tasso di piombo.
Gabriele Santi
(lunedì 17 agosto 2009)
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