Direttore responsabile Gabriele Santi
  Animali curiosi
Mercatello – Orso nell’alto Metauro, spunta un’orma
Ingrandimento

Mercatello sul Metauro – Dopo l’annuncio di un eventuale presenza dell’orso bruno marsicano nell’alto Metauro è, da alcuni giorni, oggetto di discorsi e commenti. Molti si domandano se l’orso bruno marsicano può essere pericoloso per le persone. In effetti l’orso bruno non è un animale aggressivo nonostante che la sua forza fisica, con una zampa può lanciare a distanza una pecora, lo possono rendere potenzialmente capace di ferire o addirittura uccidere una persona. In Italia, nelle Alpi e negli Appennini, non sono documentate aggressioni deliberate nei confronti dell’uomo negli ultimi 150 anni. Non ha un comportamento predatorio tutt’al più ha un comportamento di autodifesa. In Norvegia, uno studio di 20 anni, ci sono stati 7 feriti da orsi: di questi, 6 erano situazioni di caccia, confermando l’autodifesa, e in un caso fu coinvolta una femmina con i piccoli. Nel Progetto Scandinavo sull’Orso bruno, sono stati documentati negli ultimi 15 anni in Svezia (che ha una popolazione di 2.000 orsi) 114 incontri, nella maggior parte dei quali l'animale è scomparso, senza attacco alcuno, appena percepita la presenza umana. Mentre in Russia, sono stati documentati 704 incontri negli ultimi anni e nessuno di questi ha implicato aggressività o ferimenti. Infine in Austria, dove è stata realizzata una immissione di orsi sloveni, tra il 1989 e il 1996 sono stati registrati 516 casi di incontro, tra cui 5 “falsi attacchi”, ma senza alcuna conseguenza.
Per quanto riguarda la presenza dell’orso bruno marsicano nell’alto Metauro abbiamo raccolto altre testimonianze. La signora Jacqueline Cauwenberg, di origine olandese ma da 8 anni vive in Italia, ama molto la natura e in particolare gli animali: “Il 4 febbraio – ci racconta la signora Cauwenberg - mentre percorrevo il sentiero 90/bis in località Villa di Parchiule, in comune di Borgopace, ho notato alcune orme sospette nella neve. La neve stava sciogliendosi ma ho notato delle grosse impronte, lunghe 10-12 centimetri, che potevano appartenente solo alle orme posteriore di questo plantigrado. Con l’ausilio del telefonino ho fatto anche alcune foto – conclude la sig.ra Jacqueline Cauwenberg che ho consegnato alla forestale e ora anche a voi”.
Anche un operaio di Mercatello sul Metauro ci racconta la sua testimonianza: “Percorrevo, con la mia Ape, una strada di breccia, in comune di Mercatello, che attraversa una vasta superficie boschiva. In lontananza ho visto il grosso animale e convintissimo che era un grosso cinghiale mi sono avvicinato. Più mi avvicinavo e più mi sorgevano dubbi sul cinghiale. Arrivato a meno di 30 metri tutti i dubbi si sono dissolti quando l’animale si è eretto sulle zampe posteriori come fa solo l’orso. Aveva il muso allungato e gli occhi e gli orecchi piccoli. A quel punto ho fatto una veloce inversione a U scappando dalla paura”.

Gabriele Santi

 

(sabato 6 marzo 2010)

Versione stampabile Invia a un amico