Direttore responsabile Gabriele Santi
  Belforte
Sanità, i rischi del Montefeltro
Ingrandimento
Grini: “L’eccellenza non penalizzi i territori. Salute, diritto di Tutti”
Belforte all’Isauro - Da quando ha preso forma la realizzazione dell’Ospedale unico Pesaro Fano sono iniziati i dibattiti per individuare l’ubicazione definitiva del sito dove sorgerà. Più vicino a Pesaro o più vicino a Fano? A Centinarola di Fano o Muraglia di Pesaro? Tutto ancora da decidere e tutto ancora allo stato embrionale. Di certo c’è il serio rischio che gli abitanti del Montefeltro potrebbero essere tagliati fuori da una sanità di eccellenza anche perché l’acceso dibattito delle due città costiere viene politicamente attenuato arrivando come una eco debolissima nell’entroterra, diventando quasi impercettibile nel Montefeltro che diventa, con questa nuova struttura, ancor più territorio di confine. Il consigliere comunale di Belforte all’Isauro Michele Grini che fra l’altro è anche un addetto ai lavori essendo medico da oltre 10 anni del 118 ci ha contattato per alcune considerazioni che dovrebbero far riflette.
“Si discute animatamente – ci dice il dr. Grini - di Ospedale unico (130 milioni di euro di spesa per la nuova struttura) e di adeguare temporaneamente, con una spesa di altri milioni di euro, le strutture sanitarie già esistenti per affrontare meno dolorosamente la loro agonia. Il grande rischio che il Montefeltro corre è che, questa contesa politica, possa portare a compromessi con la realizzazione di un Ospedale “Unico” localizzato tra Pesaro e Fano e di “esclusivo” accesso ai cittadini della costa. Mentre per un utilizzo più ampio ed in tempi adeguati anche per la popolazione dell’entroterra il nosocomio dovrebbe sorgere nell’hinterland pesarese facilmente raggiungibile sia dal casello autostradale che dalla valle del Foglia sovrastante”.
Questo è così importante ?
“Di vitale importanza? Faccio un esempio: se un cittadino del Montefeltro ha un infarto del cuore, deve essere trattato con una angioplastica (cioè deve aprire le coronarie con un palloncino in Emodinamica dell’Ospedale di Pesaro), ed è tanto più efficace quanto prima si fa (possibilmente entro un’ora); l’ulteriore allontanamento dell’Ospedale Unico allungherebbe ulteriormente i tempi per un malato, per esempio di Carpegna, di Belforte o di Mercatino Conca, che già impiega un’ora o più con l’ambulanza del 118 in sirena arrivare a Pesaro, mentre poco cambierebbe per chi già impiega pochi minuti ad avere il trattamento di eccellenza.
Gabriele Santi

Nosocomio Provinciale per l’entroterra
La richiesta
Belforte all’Isauro – Il problema della vicinanza della struttura ospedaliera riguarda anche l’ictus cerebrale. Ancor di più per un trauma grave per cui l’arrivo ad un Trauma Center entro un’ora potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte e se il diritto alla salute è di tutti e deve essere uguale per tutti ricordiamolo in ogni momento e non solo prima delle elezioni”.
Il diritto alla sanità è per tutti.
“Certo. Se il nuovo Ospedale sarà costruito e si vorrà chiamare “Marche Nord” ricordiamoci di tutti i cittadini della provincia. Se questi soldi ci sono usiamoli per valorizzare il nostro sistema sanitario e renderlo fruibile a tutti. Allora non è una chimera ma un diritto per tutti i cittadini, anche di quelli dell’entroterra e del Montefeltro, avere un Ospedale Provinciale (non “Unico”) di riferimento che permetta di dare una risposta sanitaria di elevata specializzazione ed efficienza senza nel contempo compromettere la presenza di una rete di Ospedali (Fano, Urbino, ecc.) e Servizi sparsi sul territorio, in grado di garantire a tutti i cittadini l’assistenza necessaria, indipendentemente da dove si risiede, e pronta a selezionare i malati che necessitano del trattamento nell’Ospedale di eccellenza”.
G.S.

 

(venerdì 27 agosto 2010)

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