Sassocorvaro come quasi tutti i comuni ha origini sconosciute anche se sembra, che prima dell’anno mille, non sia stata trovata documentazione su Sassocorvaro. Per contro Sassocorvaro dal XIII secolo e fino all’ultima guerra mondiale, quando furono nascosti nella Rocca Ubaldinesca le più belle opere artistiche del mondo, visse un’intensa quanto avvincente storia. Sassocorvaro passa dalla contea di Urbino all’Abbazia di Casteldurante, ai Brancaleoni, alla Chiesa con la riconquista ad opera del cardinale Albornoz per poi ritornare nuovamente ai Brancaleoni: Pier Francesco prima e Galeotto e Alberico poi. Ritorno, nel periodo di Guidantonio da Montefeltro, alla contea di Urbino. Poi una lunga serie di ping-pong passando ripetutamente dai Montefeltreschi ai Malatestiani e in una delle tante battaglie il castello di Sassocorvaro venne dato alle fiamme. Un ping-pong interrotto solamente con la sconfitta definitiva dei Malatesta da parte di Federico da Montefeltro. Federico affidò al suo alter ego Ottaviano Ubaldini, conte di Mercatello, l’incarico di ricostruire il distrutto Sassocorvaro. Ubaldini, uomo di cultura e di scienza, assegna a Francesco di Giorgio Martini la ricostruzione, dalle fondamenta della Rocca , passata alla storia per l’avveniristica sistema di essere antibombarda e una più sicura difesa (foto). Morto l’Ubaldini e senza eredi Sassocorvaro ritornò al Ducato urbinate. Guidobaldo Montefeltro concesse, come premio per aiuti ricevuti, il feudo di Sassocorvaro al genovese Filippino Doria investitura riconosciuta e sottoscritta anche dal Papa Giulio II. Con l’estinzione dei Doria Sassocorvaro ritornò ancora al Ducato urbinate ma per soli 5 anni perché, nell’anno 1631, passò tutto alla Santa Sede Apostolica. Successivamente la rocca fu affidata ai De Boni, poi al letterato sassocorvarese Mons. Giovanni Cristofero Battelli e infine a Federico Massaioli.
Sono frazioni di Sassocorvaro, o lo sono state fino a qualche anno fa, rigorosamente in ordine alfabetico: Bronzo, Caprazzino, Mercatale, Piagnano, S. Donato in Taviglione e Valle Avellana.