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Peglio |
| Peglio e la sua storia |
Peglio è l’antico Castrum Pilei di origine addirittura romana. L’abitato urbano di Peglio sta sulla linea di spartiacque del Metauro con il Foglia. Nei tempi passati, la prima documentazione riguardante Peglio, sembra che risalga addirittura al 728 d.C. Più tardi, in pieno periodo di accastellamento, Peglio ha goduto, grazie anche alla sua posizione orografica strategica, di grande fama ma soprattutto di una maggior libertà e una minor sottomissione da altri rispetto ai centri viciniori. Solo nel 1288 Peglio viene sottomessa, dal Pontefice Nicolò IV, alla Massa Trabaria poi nei secoli successivi seguì le stesse sorti di Casteldurante (odierna Urbania).
Peglio ha una torre quadrangolare, da cui si domina tutta l’alta valle del Metauro e parte anche dell’alto Foglia, con all’interno una campana che ha addirittura scritte gotiche. La Torre del Peglio è stata, in buona parte, rifatta a seguito della distruzione dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Il territorio di Peglio risentì molto del terremoto del giorno delle Pentecoste (3 giugno 1781) e per riparare in parte i gravi danni intervenne la Sacra Congregazione del Buon Governo. Un terremoto distruttivo, vi furono circa 300 vittime, con una ampia area di risentimento: da tutte le Marche all'Umbria, nella Toscana sudorientale e in tutta la Romagna. Per tutto il mese di giugno si susseguirono molte altre scosse, alcune delle quali molto forti. Fu segnalata la caduta di macigni e frane dal Monte Nerone. Nei pressi del castello diroccato della Carda si aprì una voragine.
Dalla caduta del regno napoleonico (1814) Peglio, come tutto il territorio della vecchia provincia della Massa Trabaria, ritornò allo Stato della Chiesa e fu riconosciuto, nonostante la resistenza urbaniese, comune indipendente. Nel 1928 Peglio passo sotto il comune di Urbania diventandone la sua prima ed unica frazione. Solo nel 1947 Peglio riconquistò la sua autonomia e tornò ad essere comune indipendente.
E’ frazione di Peglio: S. Giovanni in Petra e S. Giovanni in Balsomigno.
(venerd́ 27 luglio 2007) |
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