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Piandimeleto |
| Piandimeleto e la sua storia |
Piandimeleto - La nascita precisa di Piandimeleto è molto dubbia. Di certo però la vecchie case del centro storico con la presenza delle “porte del morto”, con la loro caratteristica di essere strette, basse con soglia sollevata, rivelano che la nascita di Piandimeleto risale, quantomeno, a prima del XV secolo. Lo stesso castello dei Conti Oliva, già dimora della famiglia dei Conti Oliva capitani di ventura, è stato costruito nella seconda metà del cinquecento. La stessa famiglia Oliva fu nemica di Federico Montefeltro e la storia narra che in uno scontro fra i due casati l’urbinate ebbe la meglio e i due Oliva Gianfrancesco e il figlio Carlo furono fatti prigionieri e maltrattati dalla truppa nemica. Federico, venuto a conoscenza della cosa, chiamò i due illustri nemici e li liberò. Da allora i due Oliva diventarono fedeli alleati della famiglia Montefeltro. A parte questo incidente di percorso i due conti Gianfrancesco e il figlio Carlo furono valenti gente d’arme e valorosi capitani di ventura. Lo stesso padre Gianfrancesco sembra che sia morto a seguito delle ferite riportate in battaglia per difendere Città di Castello dopo il famoso assedio del 1474.
Il castello dei Conti Oliva, ora è di proprietà del comune di Piandimeleto a seguito di una donazione dell’ultimo conte di Piandimeleto, è stato costruito sotto l’influenza del Palazzo Ducale di Urbino o perlomeno ci sono più di un esempio di ispirazione-riproduzione del palazzo voluto da Federico Montefeltro. “Un castello sontuoso – così afferma Tarquini Locchi nel suo “la Provincia di Pesaro ed Urbino” – come dimostrano i grandiosi saloni decorati da ampi portali di pietra finemente lavorata, da camini e lavabo in pietra, che sono veri gioielli e da centinaia di stemmi, l’uno diverso dall’altro”. Negli spazi sotterranei del castello c’è l’imbocco di una galleria che sicuramente serviva per entrare o uscire dal castello in caso di assedio del nemico. Si parla anche di un eventuale cappella esistente nel periodo più fausto mentre la leggenda racconta che i Conti Oliva avrebbero nascosto, nel sotterraneo del castello, un ricco tesoro.
Il castello dei Conti Oliva è ora sede di importanti musei: Il Museo dell’arte contadina, L’erbario delle Marche e Il Museo di Scienze della Terra.
Piandimeleto negli ultimi 50 anni è cambiato radicalmente: A metà degli anni 50 vi era solo il centro storico, e poco più, con le case tutte addossate l’una alle altre con viuzze strette. Il tutto delimitato da antiche mura. Dopo tale data si è allargato sviluppandosi soprattutto in direzione di Belforte fino al punto di spostare completamente il proprio “baricentro”.
Lo stesso Giovanni Santi, più conosciuto come padre di Raffaello, ha avuto, in Evangelista di Andrea da Piandimeleto, un fido discepolo e un validissimo collaboratore.
Piandimeleto ha, o ancor meglio aveva, ben sette frazioni: Cavoleto, Monastero, Montiglione, Petrelle, Pirlo, S. Sisto e Viano.
(sabato 28 luglio 2007) |